Preghiera settimanale del 16 giugno 2026 (24/2026)
Pietà di noi, Signore: abbiamo peccato.
(Martedì 16 giugno 2026)
Dio sembra assecondarci anche quando ci facciamo male, ma,
come un padre premuroso e un amante geloso,
ogni tanto ci manda segnali. Ci fa sperimentare
la fame e la sete, il bisogno, la delusione, la solitudine, l’abbandono, il fallimento, il dolore.
(Dino Pirri, marted'ì 16 giugno 2026)
Sii attento, Signore, al mio lamento.
(Lunedì 15 giugno 2026)
La preghiera non è una garanzia di successo,
ma è un modo per dare la propria disponibilità unilaterale e incondizionata al corso della vita.
La preghiera non garantisce,
la preghiera dilata la disponibilità del cuore
ad accogliere ogni cosa.
(Fratel MichaelDavide)
Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.
(Domenica 14 giugno 2026)
Gesù non nega l’esistenza di un’autorità
ma dice che il compito dell’autorità è servire:
anzi, quando si parla dell’autorità nel suo vertice assoluto,
essere “il primo” significa essere lo schiavo, quello che sta più in basso.
L’attenzione di Gesù è maggiormente volta a evitare la deriva del potere di chi comanda
piuttosto che a insistere sull’obbedienza di chi è sottoposto.
(Luca Fantini - Mauro Leonardi, domenica 14 giugno 2026)
Tu sei, Signore, mia parte di eredità.
(Sabato 13 giugno 2026)
L’amore di Dio ci perseguita in tutto, se vogliamo riconoscerlo;
ci taglia sempre la strada per invitarci a fermarci e a non andare più lontano,
perché Egli è veramente il solo che può ristorare la nostra sete e renderci felici.
Lasciamoci allora prendere, lasciamoci fermare e afferrare!
(Anna Maria Cànopi, sanato 13 giugno 2026)
L’amore del Signore è per sempre.
(Venerdì 12 giugno 2026)
A che serve conquistare il mondo se non hai qualcuno cui dedicarlo?
(Katia Doria, venerdì 12 giugno 2026)
Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore.
(Giovedì 11 giugno 2026)
Il mistico sente che nella sua vita spirituale egli approfondisce
l’enunciato ricevuto dall’esterno e sempre fermamente creduto;
ma nello stesso tempo sente anche che il mistero, al fondo indicibile,
oltrepasserà sempre infinitamente l’esperienza che di esso si ha o se ne può avere.
(Henri de Lubac, giovedì 11 giugno 2026)
Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
(Mercoledì 10 giugno 2026)
L’uomo è per creazione terra vivificata dall’alito divino.
Tutta la creazione vive dello stesso principio.
Perciò attraverso lo Spirito possiamo essere sicuri di poter gustare come anticipo il regno di Dio, già in questa creazione,
e tale gusto è possibile quando il rapporto dell’uomo con il creato, con la vita come tale,
viene vissuto come un rapporto nello Spirito:
tutto è trasfigurato quando l’uomo diventa “spirituale”.
(Luigi Borriello, mercoledì 10 giugno 2026)
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